Notare un calabrone scuro vicino a un balcone, in giardino o intorno a una pianta può far pensare alla Vespa velutina, conosciuta anche come calabrone asiatico a zampe gialle. Riconoscere la specie, però, non è sempre semplice. In Italia vivono diversi insetti simili e una valutazione basata soltanto sulle dimensioni può facilmente portare a un’identificazione sbagliata.
La Vespa velutina merita particolare attenzione perché è una specie esotica invasiva di rilevanza unionale, sottoposta a monitoraggio per il possibile impatto sulla biodiversità e sull’apicoltura. Non deve essere confusa né con il calabrone europeo, normalmente presente nel nostro territorio, né con il cosiddetto calabrone gigante asiatico.
In Lombardia sono stati confermati alcuni ritrovamenti negli ultimi anni. Nell’ottobre 2024 la specie è stata individuata nel territorio di Leggiuno, in provincia di Varese, mentre nell’agosto 2025 sono stati confermati esemplari adulti a Busto Arsizio. Nel 2026 Apilombardia ha proseguito le attività di informazione e contrasto rivolte ad apicoltori e cittadini. Questi dati non significano che ogni grande vespa osservata a Milano sia una Vespa velutina, ma mostrano l’importanza di documentare e segnalare gli avvistamenti sospetti.
Avvicinarsi a un possibile nido per fotografarlo meglio o tentare di rimuoverlo autonomamente non è una buona soluzione. Il comportamento corretto consiste nel mantenere una distanza prudente, osservare senza disturbare gli insetti e trasmettere le informazioni alla rete di monitoraggio o a personale qualificato.
Cos’è la Vespa velutina
La Vespa velutina nigrithorax è un imenottero sociale originario dell’Asia sud-orientale. È stata rilevata in Europa per la prima volta nel 2004, in Francia, e negli anni successivi si è diffusa in diversi Paesi europei. La presenza in Italia è stata confermata a partire dal 2012, inizialmente nelle regioni nord-occidentali.
Le colonie hanno un ciclo annuale. Con l’arrivo della primavera, una regina sopravvissuta all’inverno cerca un luogo riparato e comincia a costruire un primo piccolo nido. In questa fase si occupa direttamente delle uova e delle giovani larve.
Quando nascono le prime operaie, la colonia cresce più rapidamente. Le operaie raccolgono materiale per ampliare il nido, cercano sostanze zuccherine per alimentarsi e catturano altri insetti per nutrire le larve. Tra la fine dell’estate e l’autunno vengono prodotti i maschi e le nuove regine, destinate ad accoppiarsi e a cercare un riparo per l’inverno. Il vecchio nido, normalmente, non viene riutilizzato l’anno successivo.
Perché viene monitorata
Il calabrone asiatico è un predatore di numerosi insetti. La sua attenzione verso le api diventa particolarmente evidente davanti agli alveari, dove le operaie possono intercettare le bottinatrici al rientro.
Una presenza continuativa può ostacolare l’attività delle api e aumentare lo stress delle colonie. Il problema, quindi, non riguarda soltanto la produzione di miele, ma anche il ruolo che gli impollinatori svolgono negli ecosistemi e nell’agricoltura. Il piano nazionale del Ministero dell’Ambiente considera monitoraggio, localizzazione dei nidi e interventi tempestivi elementi centrali nella gestione della specie.
Questo non significa che ogni vespa o calabrone debba essere eliminato. Molti vespidi autoctoni svolgono funzioni ecologiche importanti e non devono essere confusi con la specie invasiva. Una corretta identificazione viene prima di qualsiasi intervento.
Come riconoscere il calabrone asiatico
La Vespa velutina presenta una colorazione generalmente più scura rispetto al calabrone europeo. Il torace appare quasi interamente nero o bruno molto scuro, mentre l’addome è prevalentemente scuro e mostra una banda giallo-arancione ben visibile verso la parte terminale.
Uno dei caratteri più riconoscibili riguarda le zampe: la parte vicina al corpo è scura, mentre le estremità sono gialle. È proprio questa caratteristica ad aver dato origine al nome comune di calabrone asiatico a zampe gialle.
Dimensioni e proporzioni
Le dimensioni possono trarre in inganno. La Vespa velutina non è necessariamente più grande del calabrone europeo; generalmente presenta invece dimensioni leggermente inferiori e un aspetto più scuro.
La percezione cambia anche in base alla distanza, alla posizione dell’insetto e al fatto che si stia osservando una regina o un’operaia. Per questo una descrizione come “era molto grande” non è sufficiente a confermare la specie.
Una fotografia nitida può essere molto più utile. Quando è possibile scattarla senza avvicinarsi, dovrebbe mostrare il dorso, l’addome e le zampe. Non è necessario catturare l’animale, inseguirlo o bloccarlo dentro un contenitore.
Osservare senza disturbare
Un singolo esemplare può essere visto su fiori, frutta matura o altre fonti zuccherine. Nei pressi di un apiario, invece, il calabrone asiatico può mantenersi in volo davanti agli alveari mentre cerca di intercettare le api.
Questo comportamento può aiutare gli esperti durante il monitoraggio, ma non permette da solo di riconoscere la specie. Anche altri calabroni predano insetti e possono frequentare ambienti simili.
Quando un esemplare entra in casa, è importante mantenere la calma e non colpirlo ripetutamente. Aprire una via verso l’esterno e allontanarsi può consentirgli di uscire. Se gli avvistamenti si ripetono nello stesso punto, è opportuno verificare la possibile presenza di un accesso o di un nido nelle vicinanze.
Qual è la differenza rispetto al calabrone europeo
Il calabrone europeo, Vespa crabro, è una specie autoctona presente da tempo nel territorio italiano. Ha generalmente una colorazione più chiara, con aree gialle estese sull’addome e tonalità rossicce o brune sul capo e sul torace.
La Vespa velutina appare invece molto più scura. Presenta una banda giallo-arancione concentrata verso la parte finale dell’addome e le caratteristiche estremità gialle delle zampe.
Il colore è più utile delle dimensioni
Quando i due insetti vengono osservati separatamente, la grandezza può risultare difficile da confrontare. Il colore del torace, la distribuzione delle fasce addominali e l’aspetto delle zampe offrono indicazioni più utili.
Il calabrone europeo appare spesso complessivamente giallo, marrone e rossiccio. La Vespa velutina dà invece l’impressione di essere quasi nera, con una sola fascia arancione particolarmente evidente.
Neppure questi caratteri devono però essere valutati isolatamente. Luci, ombre e fotografie sfocate possono alterare i colori. Una segnalazione accompagnata da più immagini permette agli esperti di esaminare contemporaneamente diversi particolari.
Perché evitare eliminazioni indiscriminate
Confondere le due specie può portare alla distruzione di insetti autoctoni che fanno parte dell’ecosistema locale. Il monitoraggio della Vespa velutina deve essere selettivo e non trasformarsi in una lotta generale contro tutte le vespe.
Anche l’installazione autonoma di trappole non selettive può catturare numerosi insetti diversi dal calabrone asiatico. Qualsiasi attività di monitoraggio dovrebbe essere inserita in un programma organizzato, seguendo le indicazioni della rete territoriale e verificando regolarmente le catture.
Come sono fatti il nido primario e quello secondario
Nel corso della stagione la colonia può utilizzare due strutture differenti. Conoscere la distinzione tra nido primario e nido secondario aiuta a capire dove osservare e perché l’aspetto può cambiare molto da una segnalazione all’altra.
Il piccolo nido primario
Il nido primario viene costruito dalla regina in primavera. All’inizio è molto piccolo e può ricordare una sfera o un involucro di carta, con un’apertura rivolta verso il basso.
La regina sceglie normalmente un luogo protetto dalla pioggia e dal vento. Il nido può quindi trovarsi sotto una tettoia, in un garage, dentro un capanno, vicino a una grondaia, su una terrazza o in un altro spazio riparato. In questa fase la colonia comprende ancora pochi individui.
Le dimensioni ridotte non rendono sicura una rimozione autonoma. La regina può essere presente all’interno e la struttura deve essere prima identificata correttamente. Numerose specie autoctone costruiscono piccoli nidi in posizioni simili.
Il grande nido secondario
Con la crescita della colonia, le vespe possono trasferirsi in un luogo più adatto e costruire il nido secondario. Questa struttura diventa molto più grande e viene spesso collocata tra i rami alti degli alberi, anche a diversi metri dal suolo.
Il nido secondario presenta una forma generalmente sferica o leggermente allungata, con un rivestimento simile a carta stratificata. A differenza del primo nido, l’ingresso è normalmente laterale. Durante l’estate può rimanere nascosto dal fogliame e diventare evidente soltanto in autunno, quando le foglie cominciano a cadere.
Alcuni nidi vengono costruiti anche su edifici, tralicci o strutture riparate. La posizione elevata non è quindi una regola assoluta e un involucro sospetto vicino a una facciata deve essere osservato con la stessa prudenza.
Un vecchio nido non è sempre attivo
Durante l’inverno possono essere trovati grandi nidi ormai deteriorati e apparentemente abbandonati. Il fatto che non si vedano insetti in volo non consente però a una persona non esperta di stabilire immediatamente se la struttura sia inattiva.
Non è opportuno scuotere il ramo, colpire il nido o avvicinarsi per controllare l’apertura. Una verifica a distanza permette di raccogliere informazioni senza esporsi inutilmente.
Come segnalare correttamente un avvistamento
La segnalazione è particolarmente utile nelle aree in cui la Vespa velutina non è ancora stabilmente diffusa. Riconoscere precocemente un esemplare può aiutare la rete di monitoraggio a verificare la presenza della specie e a cercare eventuali colonie.
Il progetto Stop Velutina, coordinato nell’ambito di una rete di ricerca e monitoraggio, mette a disposizione un modulo per segnalare sia gli insetti sia i possibili nidi. Anche Apilombardia invita i cittadini a inviare fotografie o video degli avvistamenti sospetti.
Quali informazioni sono utili
Una buona segnalazione dovrebbe indicare il luogo preciso, la data e l’orario dell’osservazione. È utile aggiungere una breve descrizione del comportamento, specificando per esempio se l’insetto stava visitando dei fiori, volando davanti a un alveare o entrando ripetutamente in una cavità.
Le fotografie dovrebbero essere scattate soltanto da una posizione sicura. Quando viene osservato un possibile nido, può essere utile fotografare anche l’albero o l’edificio nel suo insieme, così da rendere comprensibili altezza e posizione.
Una foto imperfetta è comunque preferibile a un avvicinamento rischioso. Gli esperti possono chiedere ulteriori informazioni o organizzare verifiche successive quando gli elementi disponibili risultano compatibili con la Vespa velutina.
Avvisare l’amministratore in condominio
Quando il possibile nido si trova in un giardino condominiale, su un tetto o vicino a una parte comune, la segnalazione dovrebbe essere comunicata anche all’amministratore.
L’area sottostante può essere temporaneamente tenuta libera, soprattutto se il nido si trova vicino a un ingresso, un parcheggio o uno spazio frequentato. Non serve creare allarmismo, ma è importante evitare che residenti, bambini o animali si avvicinino per curiosità.
Nel frattempo, fotografie e informazioni possono essere trasmesse alla rete di monitoraggio. Una volta confermata l’identificazione, sarà possibile coordinare la gestione con operatori adeguatamente preparati.
Perché non bisogna rimuovere il nido autonomamente
Un nido non deve essere colpito, bagnato, bruciato o trattato con prodotti scelti casualmente. Queste azioni possono disturbare contemporaneamente numerosi individui e aumentare il rischio per chi si trova nelle vicinanze.
Il rischio è particolarmente elevato con i nidi secondari, che possono contenere colonie molto numerose e trovarsi in posizioni difficili da raggiungere. Le attività di neutralizzazione richiedono identificazione certa, attrezzature idonee, protezioni professionali e una gestione corretta dell’area circostante.
Allontanarsi senza provocare vibrazioni
Quando si scopre accidentalmente un nido, è consigliabile allontanarsi con movimenti tranquilli. Non bisogna scuotere il ramo, battere sulla parete o utilizzare macchinari che producano forti vibrazioni nelle immediate vicinanze.
La zona dovrebbe rimanere libera fino alla verifica. Se il nido è vicino a un percorso utilizzato quotidianamente, è opportuno individuare temporaneamente un passaggio alternativo.
Una reazione importante dopo una puntura richiede assistenza sanitaria immediata. La valutazione medica è necessaria soprattutto quando la persona ha già avuto reazioni allergiche alle punture di imenotteri.
La rimozione deve seguire una procedura coordinata
Prima dell’intervento occorre confermare che si tratti realmente di Vespa velutina. Questa distinzione è importante sia per la sicurezza sia per evitare la distruzione di colonie appartenenti a specie autoctone.
La posizione del nido influenza poi il tipo di attrezzatura necessaria. Una struttura sotto una tettoia presenta difficoltà diverse rispetto a un nido nascosto nella chioma di un albero alto. Anche la stagione e il livello di attività della colonia devono essere considerati.
Il piano nazionale di gestione prevede il coinvolgimento di reti territoriali, personale formato e sistemi di segnalazione, proprio perché il controllo della specie non può essere affidato a iniziative isolate.
Gestione del calabrone asiatico a Milano
La presenza accertata della Vespa velutina in alcune aree lombarde rende utile mantenere alta l’attenzione anche a Milano e provincia, senza però attribuire automaticamente a questa specie ogni avvistamento.
DR Disinfestazioni può effettuare una prima valutazione di vespe, calabroni e possibili nidi in abitazioni, aziende e condomini. In presenza di caratteristiche compatibili con una specie invasiva, la gestione deve essere coordinata con i sistemi di monitoraggio e segnalazione previsti sul territorio.
La risposta più efficace comincia da tre azioni semplici: mantenere la distanza, documentare l’avvistamento e ottenere un’identificazione corretta. Intervenire soltanto dopo questa verifica protegge le persone, evita operazioni inutili e contribuisce al monitoraggio del calabrone asiatico in Lombardia.