Quali sono i rischi per la tua salute legati ad un infestazione in casa

Disinfestare dalle zanzare diviene ogni anno sempre più necessario. Con l’avvento della zanzara tigre è sempre più difficile vivere serenamente gli spazi esterni, specialmente al calare del sole. Se la prevenzione dalle zanzare è molto importante, è altrettanto importante capire quando i rimedi naturali non funzionano più.

Se stai pensando di riprenderti il tuo giardino una volta per tutte chiamando una ditta specializzata nella disinfestazione, è importante sapere alcune cose affrontare le procedure in totale sicurezza. Cosa bisogna fare durante la disinfestazione? E dopo? Come faccio a sapere se ho inalato dell’insetticida, o magari lo ha inalato mio figlio o un animale domestico?

 

Cosa fare durante la disinfestazione dalle zanzare

 

Se abiti in campagna, è assai probabile che alcuni quotidiani locali rilancino ogni primavera la stessa notizia: è in corso la disinfestazione dalle zanzare di parchi, fossi e aree pubbliche. Per alcune notti a partire dal giorno tal dei tali, è bene chiudere sempre porte e finestre e tenere dentro gli animali domestici. Si tratta di precauzioni eccessive?

Forse. Tuttavia, è sempre bene seguire le indicazioni degli esperti e ascoltare attentamente le direttive della ditta specializzata. In questo modo, è molto più facile evitare sorprese successive.

Non c’è nulla di male dunque nel preservare la salute di persone e animali adottando, per qualche giorno, qualche comportamento che potrà sembrare drastico.

La disinfestazione è un processo che prevede l’utilizzo di un nebulizzatore al fine di rilasciare sostanze tendenzialmente a bassa tossicità, che però sarebbe meglio non inalare. In linea generale è buona regola chiudere le finestre durante la disinfestazione, in maniera da lasciare che i gas e i prodotti si depositino, facendo effetto, senza che entrino in contatto con noi.

 

Durante la disinfestazione: cosa fare con le finestre e con gli animali

 

Molte ditte di disinfestazione concordano sul fatto che chiudere le finestre è necessario durante le procedure. Nel caso in cui il veleno colpisca anche le pareti di casa, può essere saggio anche chiudere gli scuri, riducendo ancora di più l’eventualità di un’inalazione accidentale.

Chiudere le ante di legno o i rotolanti può essere utile anche nel momento in cui la nebulizzazione del veleno potrebbe sporcare le superfici di vetro, le quali dovrebbero essere poi lavate accuratamente.

Un altro elemento molto importante riguarda l’uso del condizionatore. È opportuno spegnere il clima durante il trattamento e per le ore successive all’applicazione, nella misura in cui viene indicato dalla ditta di disinfestazione.

Ciò che è tossico per gli esseri umani potrebbe non esserlo per gli animali domestici, e viceversa. Se sei in dubbio su un insetticida, è meglio chiedere delucidazioni alla ditta e valutare il da farsi con gli animali domestici, i quali potrebbero dover essere tenuti in casa o addirittura allontanati per qualche giorno.

Anche i pesci rossi nello stagno sono inclusi in questo discorso: queste creature non devono in alcun modo entrare in contatto con l’insetticida. Segnalane la presenza agli operatori, i quali provvederanno a coprire gli specchi d’acqua con dei teli di nylon usa e getta al fine di evitarvi la scomodità di trasferire temporaneamente gli animali.

 

Dopo la disinfestazione

 

Una volta che il trattamento ha avuto fine, è importante attendere il tempo indicato dagli operatori prima di liberare gli animali o mandare i bambini fuori a giocare. In linea generale, potrebbe essere necessario attendere che l’erba si asciughi del tutto prima di poter rimettere piede in cortile.

Anche se hai tenuto le finestre chiuse per tutto il tempo necessario, potrebbe esserti richiesta una pulizia approfondita degli interni. Sarà necessario ricorrere a prodotti disinfettanti adatti a tutte le superfici, ideali per rimuovere le sostanze che potrebbero accidentalmente essersi depositate in casa quando per esempio si entra o si esce. Se lo si ritiene opportuno, potrebbe essere necessario anche ricorrere a una pulizia di piatti e stoviglie che potrebbero essere stati esposti al veleno.

Nel dubbio, chiedi consiglio ai professionisti che hanno effettuato l’intervento, e attieniti sempre alle loro indicazioni.

 

Cosa succede se hai inalato insetticida?

 

Molti insetticidi possono causare avvelenamento una volta inalati, ingeriti o assorbiti per via cutanea. I sintomi possono essere lievi, in caso di tosse e lacrimazione, ma è anche possibile riscontrare episodi di problemi respiratori e cardiaci.

Alcuni principi che rendono velenosi gli insetticidi possono danneggiare anche l’uomo. Facciamo attenzione a malatione, paratione, fenthion, dursban, diazinone, cropirifos e sarin. Attenzione anche ad aldicarb, carbarile e carbofurano, oltre che all’oxamil. In caso di contatto con questi veleni, contatta tempestivamente il medico o valuta, in caso di sintomi gravi, di correre al pronto soccorso.

Assicurati inoltre di cambiarti rapidamente i vestiti e lavarti la pelle con cura per abbassare il livello di tossine che hai addosso.

Le piretrine e i piretroidi sono insetticidi naturali che si estraggono dai fiori e, di solito, non risultano molto tossici per l’uomo. Possono tuttavia esserlo per i felini.

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